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Dal 1924
Dal 1924

Nel 1924 fù Costantino Tallone a dare il primo impulso all’attività frantoiana,un lavoro duro per quell’epoca, ma svolto con passione ed intraprendenza. Il frantoio di allora veniva azionato grazie ad una ruota in ferro, che girava con la forza dell’acqua, difatti tutti i numerosi frantoi della vallata sorgevano nelle vicinanze del torrente Impero per poter sfruttare la forza motrice naturale.

 

Le olive venivano schiacciate da una macina in pietra, la pasta così ottenuta si introduceva manualmente nei fiscoli, borse rotonde costruite in fibra di cocco. Venivano posti all’interno di un torchio in legno.

 

Dalla pressione esercitata, manualmente o con l’aiuto del mulo, si otteneva olio e acqua vegetale. La separazione avveniva per semplice decantazione.

 

Negli anni Cinquanta il figlio di Costantino Tallone, Giovanni Tallone, prosegue l’attività del frantoio sviluppando nuovi contatti commerciali con il nord Italia, organizzando un servizio di consegne a domicilio ancora oggi attivo.

 

Nel 1980 viene fatto un ulteriore passo avanti, la costruzione di un nuovo frantoio nell’abitato di BORGOMARO.

 Coltivare l'ulivo
Coltivare l'ulivo

Liguria di Ponente, un posto dove coltivare l'ulivo è un atto eroico, dove ci si confronta ogni giorno con la fatica e con l'incertezza.

Ma l'ulivo è ovunque ci sia sole, terrazze in pietra a secco e terra, quella poca terra.

L'ulivo è in ognuno di noi, nel suo profumo e nella ritrovata meraviglia che anche quest'anno ci sarà una nuova raccolta, diversa da tutte le altre, e per questo sarà una festa, come un nuovo miracolo.

Borgomaro (IM)
Borgomaro (IM)

Borgomaro, l’entroterra ligure che fa battere il cuore

 

Nella Valle Impero il vero amore si riscopre in maniera sana e sostenibile regalandosi una silenziosa fuga dal sapore bio.

In Liguria, in provincia di Imperia, si trova Borgomaro, una piccola realtà dell’entroterra abitata da circa 900 abitanti: qui ci si distacca completamente dalla frenesia della società contemporanea, quella che porta, quotidianamente, a vivere in dipendenza di pc, tablet e smartphone.

Dimenticato il mondo virtuale, si assapora il piacere della vita reale godendosi ogni singolo istante avvolti dal silenzio e dalla tranquillità di un antico borgo.

Pesto alla Genovese (ricetta originale)
Pesto alla Genovese (ricetta originale)

Ingredienti :

100 g di foglie di basilico di Albenga, 40 g pinoli, 100 g di parmigiano grattugiato (o grana padano), 20 g di pecorino sardo, 100 g di Olio Extra Vergine di Oliva - Varietà Taggiasca , 1 o 2 spicchi di aglio, 6 g di sale grosso marino.

 

Procedimento :

Mettete nel mortaio (che deve essere rigorosamente di marmo con pestello di legno) l’aglio e il sale così, quando aggiungete le foglie di basilico (lavate ed asciugate), queste rimarranno di colore verde intenso. È importante che le foglie non si impastino sul fondo del mortaio, ma sulle pareti, amalgamando in senso rotatorio, lentamente e senza tanta forza. Dopo il basilico mettete i pinoli e i formaggi. Infine aggiungete, goccia a goccia, l’olio extra vergine di oliva Polla.
Per conservarlo: Versatelo nei vasetti e lasciatelo riposare per un paio d’ore con l’imboccatura aperta, coperta con un foglio di carta oleata. Quando l’olio sarà salito in superficie, isolando il pesto dall’aria, chiudete energicamente; se è il caso aggiungete prima ancora un po’ di olio. Il pesto così ottenuto si manterrà per alcuni mesi anche se il caratteristico verde inizierà a scurirsi.